Note critiche

Calisti: senzazioni di paesaggio

 

Ho visto quello squarcio di luce nelle vetrine della galleria Ferretti, ero già a Macerata ma vedendo le nuove visioni di Stefano Calisti ho realizzato che con loro mi sarei sentito a casa ovunque.

 

Ho visto quei colori squillanti e ho rivisto anche le colline e il mare di casa nostra, i campi, spazi per giocare e per sognare nuovi orizzonti.

Gli stessi che immaginavo da casa quando guardavo il Conero e pensavo di partire. Una partenza che non dimentica le radici e il territorio con le colline che richiamano il corpo di una donna e quei puntini a forma di casa.

 

Segni di appartenenza e di stabilità ma anche mongolfiere che libere prendono il volo.

Al sogno si abbinano i colori caldi che invitano all’ottimismo, l’abbandonarsi alla forza della natura e dell’estro.

Calisti è un artista di Marca sia che legga il territorio, sia che lo sogni come facevo io quando immaginavo di mettere in scena quello che vedevo dentro di me.

 

Adesso che in scena ho messo molto, mi fa piacere ritrovare il filo della memoria nelle tele di juta dall’impasto sabbioso di Stefano Calisti.

 

Dante Ferretti